INTERVISTA: Ludovico de Maistre racconta il Daily4Africa

Quando è nata la collaborazione tra il Taurinorum Team e Iveco?
Il progetto Daily4Africa è nato l’anno scorso quando abbiamo percorso oltre 12.000 km attraverso Sud Africa, Swaziland, Mozambico, Zimbabwe, Botswana, Namibia e Lesotho producendo foto e video. Quest’anno abbiamo fatto il bis nei paesi più a nord, sicuramente più complicati sia a livello organizzativo che logistico, ma anche più divertenti e affascinanti.

Com’è nato il Taurinorum Team e chi sono i componenti?
Il Team come “passione” è nato nel 2009 quando insieme a Paolo Rignon e Carlo Alberto Biscaretti, due dei miei più cari amici, abbiamo deciso di fare un viaggio super avventuroso per festeggiare la nostra laurea. Abbiamo preso una vecchia panda 4x4 del 1987 abbastanza scassata, l’abbiamo rimessa un po’ in sesto e siamo partiti alla volta dell’Africa Occidentale.
40 giorni di viaggio attraverso Senegal, Mali, Burkina Faso, Benin, Nigeria e Camerun… Un’avventura che ci ha cambiato profondamente.
Il Team come “impresa” è nato dopo moltissimo lavoro portato avanti con costanza e grazie a diverse circostanze fortunate. Abbiamo passato oltre due anni a scrivere articoli, pubblicare materiale sui social, contattare possibili sponsor finchè finalmente siamo riusciti a trovare spazio sia in tv che sui giornali e ad avere l’appoggio dei primi partner! Tanta passione e molta tenacia ci hanno creato le opportunità che hanno fatto diventare la nostra passione il nostro lavoro. Tutti e tre abbiamo lasciato il nostro lavoro e ora ci dedichiamo principalmente portare avanti quest’avventura, ovviamente con qualche sacrificio, ma molte soddisfazioni. Io lavoravo nel marketing del Tucano Viaggi Ricerca, Paolo era commercialista e Carlo Alberto lavorava part time e studiava allo stesso tempo. Abbiamo sempre molti progetti work in progress e tante idee da portare avanti, tra cui l’ampliamento del Team con altri professionisti di viaggio, atleti e appassionati di media, foto e video.

Quali problemi o pericoli avete incontrato lungo il viaggio?
In tutto il viaggio non c’è stato nessun momento di vero pericolo. Certo siamo dovuti stare attenti a molte situazioni, come per esempio in Angola non potevamo assolutamente uscire di strada per rischio mine inesplose risalenti alla guerra civile terminata da pochi anni; oppure in nord Kenya un po’ instabile nella zona del lago Turkana (siamo passati più lontano di quanto avevamo pianificato in origine per non avere problemi). Dalle notizie che riceviamo in Europa sembra spesso che l’Africa sia per la maggior parte una zona problematica. In realtà è vero il contrario. Contrariamente a quanto molti pensano, in quasi 12.000 km non abbiamo avuto nessun problema con la polizia che tutti ci hanno detto essere molto corrotta… nei nostri viaggi combattiamo molto contro la corruzione, ci impuntiamo e piuttosto stiamo fermi ore ad aspettare che ci lascino ripartire, ma non vogliamo pagare per le presunte infrazioni che ogni tanto vengono inventate per ottenere una “regalo” (anche perchè sappiamo bene che il regalo sarebbe speso in alcol…). In questo ultimo viaggio non ci è mai capitato, mente in Africa Occidentale è un’esperienza più comune.
Bisogna sapere che il turista è sacro e spesso viene lasciato passare tranquillamente con grandi sorrisi… se prendete una multa o se vengono chiesti soldi per qualche motivo è sufficiente chiedere la ricevuta: se la richiesta del poliziotto è giustificata la ricevuta viene rilasciata senza problemi, in caso contrario sarete lasciati liberi di andare (questo vale sopratutto alle frontiere…). Purtroppo il problema della corruzione è molto più presente tra le persone del luogo, per loro è una consuetudine e per questo molto difficile da combattere. Con i viaggiatori stranieri ormai non accade quasi più.

Qualche aneddoto particolare, sia nel bene che nel male?
Un aneddoto sempre divertente riguarda il calcolo delle distanza africane… spesso leggi 250 km e pensi di cavartela in 3 ore: quest’anno il colmo sono stati 350 km nella zona centrale dell’Angola, fatti in oltre 13 ore di guida… Abbiamo imparato a non non sottovalutare le distanze e sopratutto a non fidarci troppo di quello che ci dice la gente del posto perchè molto probabilmente non ha idea della condizione delle strade, ma piuttosto che non rispondere danno informazioni errate. Per essere sicuri chiediamo ai camionisti!
Un’altra curiosità che ci ha colpito molto è la quantità di reperti bellici che si trovano ancora nella zona centrale dell’Angola. Abbiamo percorso oltre 300 km in mezzo a campagne disseminate di carri armati distrutti, aerei ed elicotteri abbattuti, camion militari ribaltati… è stata la prima volta che abbiamo attraversato una ex zona di conflitto e ne siamo rimasti davvero impressionati, ci ha fatto paura… altro aneddoto per chiunque voglia andare in Africa: attenzione in Tanzania che ci sono anche gli autovelox prima dei paesini: limite 50 km/h, ahimè una volta ci siamo distratti e abbiamo preso una multa… con regolare ricevuta.

Come siete stati accolti dalle popolazioni locali?
E’ inevitabile rimanere senza parole quando qualcuno ti abbraccia per ringraziarti o salutarti, l’Africa è così ed è difficile abituarsi. La cosa più importante però è adattarsi, non c’è niente di più bello che ricambiare un abbraccio sincero.
Come sempre nei nostri viaggi, soprattutto quando ci troviamo in zone che solitamente non sono visitate da turisti, abbiamo ricevuto una splendida accoglienza. I veicoli creavano curiosità e ciò ha molto semplificato l’approccio con le persone. Entrare in contatto con etnie ancora originali lontane dai circuiti turistici è stata un’esperienza indescrivibile; parlare con i Masai in Tanzania e Kenya, visitare i villaggi Ari e Banna nella Valle dell’Omo in Etiopia, ammirare le spade degli Hafar nel deserto di Gibuti hanno reso la nostra avventura ancora più indimenticabile.
Tutti sono sempre stati molto cordiali dandoci il benvenuto e facendoci tante domande sul nostro viaggio.

Dove alloggiavate? Quanto stavate in una destinazione? Cosa mangiavate?
A parte alcune tappe prestabilite, in generale non abbiamo quasi mai un programma preciso perchè semplicemente l’Africa non lo permette. Abbiamo sempre dormito in alberghetti molto semplici sulla strada, campeggi e alcune volte accampati alla buona in mezzo al nulla per evitare di guidare di notte… altre volte, quando proprio non avevamo alternativa, abbiamo dormito dentro i veicoli davanti alle stazioni di polizia, anche in frontiera (dove le formalità ogni tanto sono più lunghe del previsto…).
Per noi la priorità è sempre trovare dei luoghi in cui mettere al sicuro i mezzi (oltre che noi stessi). Difficilmente le tappe duravano più di un giorno; di norma maciniamo chilometri il più possibile per avere il tempo di visitare i luoghi che ci interessano di più. I nostri viaggi ci permettono di toccare solamente leggermente i paesi che attraversiamo, sicuramente dovremo tornare con clama per poter dire di averli visitati. Per il cibo, pollo ruspante e patatine è la dieta quasi principale in Africa…

Come è stato fare i safari in Daily?
Abbiamo visitato quasi tutti i principali parchi della Tanzania del nord (Tarangire, Manyara, Ngorongoro, Serengeti), il Masai Mara ed il Nairobi NP in Kenya.
I Daily sono ideali perchè molto alti da terra e senza problemi in fuoristrada. Abbiamo avvistato una miriade di animali e ammirato paesaggi incredibili sotto gli occhi invidiosi di molte guide locali che avrebbero volute usare i nostri mezzi per avventurarsi nella savana.
Svegliarsi la mattina presto e vedere gli elefanti che bevono a pochi metri di distanza dalla tenda è davvero un sogno. Nei campeggi pubblici del Serengeti NP non è raro camminare e incontrare una giraffa, piuttosto che avere le iene che passeggiano vicino alle tende in cerca degli avanzi dei turisti. Il contatto con la natura è ai massimi livelli ed è proprio quello che noi amiamo.

Ritornerete in Africa in futuro? È in programma un terzo capitolo?
Sicuramente sì, che sia per lavoro o per vacanza non importa, l’Africa è un continente magico. Stiamo già lavorando su un nuovo progetto, ma ancora top secret… incrociamo le dita!

Cosa vi piace dell’Africa? E cosa no? Soffrite il famigerato “Mal d’Africa”?
Sicuramente soffriamo di Mal d’Africa inteso come nostalgia per la semplicità e la natura incontaminata. In Africa i ritmi sono più lenti, i piccoli problemi vengono affrontati con più elasticità e tranquillità (e si risolvono quasi sempre…), le persone ti danno il benvenuto quando ti incontrano, le email non sono utilizzate come chat… il cielo d’Africa dà una sensazione di pace che non si trova da nessun’altra parte. Ti senti subito ridemensionato rispetto alla grandezza del mondo e ti rendi conto di essere un piccolo essere di fronte all’immensità della natura. E’ bello riscoprire come ci si può accontentare di molto poco per stare bene. Ancora più bello è riscoprire che si può vivere benissimo senza cellulare.

Situazione Ebola: siete stati in zone colpite dal virus? Vengono presi accorgimenti particolari, sia nei Paesi colpiti che in quelli no?
Non abbiamo avuto alcun problema, nonostante si percepisse un clima di agitazione per la possibile espansione del virus. Nel nord della Repubblica Democratica del Congo ci sono stati alcuni casi, ma molto isolati e molto lontani da dove siamo passati noi. Non c’è alcun legame con il virus che si sta diffondendo in Africa Occidentale, sono focolai indipendenti.
Alle frontiere misurano la febbre e fanno check medico a tutti, noi compresi. In caso di febbre si deve stare in osservazione per 24 ore. Non è sicuramente una situazione che viene presa sottogamba e molti sono preoccupati, ma al momento il virus è ancora localizzato in Africa Occidentale dove ci sono usanze funerarie, una delle principali cause di diffusione dell’ebola, che non si applicano nei paesi in cui siamo stati noi.

Capitolo sicurezza stradale: in Africa quali sono i problemi su questo tema?
In Africa gli incidenti stradali sono la seconda causa di morte dopo la malaria; il problema principale è sicuramente dato dalla mancanza di visibilità e dal fatto che di notte le strade sono trafficate quasi unicamente da mezzi pesanti che guidano molto veloce.
Noi abbiamo distribuito giubbotti ad alta visibilità alle persone che vivono lungo le strade più pericolose e torce a dinamo ai bambini in modo da farsi vedere di notte mentre camminano. Daily4Arica rientra tra le attività della campagna “Action for Road Safety” della FIA. Abbiamo anche distribuito molti cataloghi che abbiamo preparato prima di partire contenenti le regole principali per un corretto comportamento di guida. La nostra speranza è di essere riusciti a spiegare quanto sia importante farsi vedere per strada. Un altro problema sono gli animali e l’asfalto spesso dissestato. E’ facile perdere il controllo del veicolo e colpire i pedoni (lungo le strade in Africa c’è sempre qualcuno che cammina, è incredibile!). I veicoli spesso non sono ben mantenuti e le gomme usurate…. tanti fattori che rendono le strade veramente pericolose.
Ci siamo sempre dati turni di guida molto brevi proprio perchè si deve essere sempre al massimo della concentrazione e sempre all’erta. La guida in certe condizioni è molto faticosa, molto di più di quanto si possa pensare.

Come è possibile seguire i vostri viaggi?
Per seguire i nostri viaggi è sufficiente andare su Facebook, Instagram, Youtube e Twitter cercando “Taurinorum Team” o le mie pagine “Ludovico de Maistre”.

DETTAGLI VEICOLO

Il Daily 4 x4 è un veicolo adatto a ogni possibile impiego, anche per i terreni più impervi, grazie alla sua estrema robustezza. Il suo telaio rialzato assicura al guidatore un eccellente campo visivo, un vantaggio fondamentale nelle situazioni in cui fuoristrada può significare totale assenza di strada. L’angolo di attacco di 50°, l’angolo di rampa fino a 30°, l’angolo di uscita fino a 41°, la capacità di guado di 660 mm e le 24 marce a disposizione confermano che il veicolo è davvero in grado di arrivare ovunque
Il cuore del Daily 4x4 è costituito dal motore F1C con 4 cilindri in linea per un totale di 3 Litri di cilindrata, 146 cavalli e 350N/m di coppia da 1400 a 2600 giri/min. Il Daily 4x4 è realizzato in due versioni per massa totale a terra (3,5 t e 5,5 t) e passo (corto da 3050 mm e lungo da 3400 mm) ed è disponibile con cabina corta o doppia come quelli guidati dal Taurinorum Team in giro per l’Africa. Le versioni da 3,5 t hanno un carico utile di 2250 kg sull’asse anteriore e 2800 kg sull’asse posteriore, mentre le versioni da 5,5 t sono concepite per carichi da 2450 kg sull’asse anteriore e 3700 kg su quello posteriore.

BIO

Ludovico de Maistre ha visitato più volte l’Africa, ha vissuto in Francia, Nuova Zelanda ed Irlanda, ha viaggiato attraverso le Americhe, il Canada, l’India ed il Giappone.
Nel 2009, insieme a due amici ha attraversato Senegal, Mali, Burkina Faso, Benin, Nigeria e Camerun con una vecchia Fiat Panda del 1987. Il viaggio è stato raccontato da molti media italiani che hanno reso possibile la prima importante collaborazione del Team con Piaggio. Nel 2011 ha organizzato un tour di Equador e Perù a bordo di un Ape, e a seguire nel 2012 in Messico, Guatemala e Belize, entrambi raccontati dalle Falde del Kilimangiaro su Rai 3 e da altri programmi televisivi.
Nel 2013 è iniziata la collaborazione con Iveco per la presentazione del Daily 4x4 e altri mezzi nel Continente africano e con la FIA (Federation Internationale de l’Automobile) per promuovere la sicurezza stradale in giro per il mondo.
Dall’inizio del 2014 è fotografo ufficiale del Pentax Photography Team.